What’s Up Speciale Ricerca: ospiti di Chiara per questo speciale sono stati Rosanna Mezzapelle e Umberto Miglio, rispettivamente dottoranda e ricercatore all’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, che hanno parlato ai microfoni di Radio 6023 della malattia provocata dall’inalazione delle fibre di amianto, materiale di cui è costituito l’Eternit, il mesotelioma, e del loro progetto di ricerca per riuscire a contrastare questo male oggi incurabile.

i dottori Rosanna Mezzapelle e Umberto Miglio

i dottori Rosanna Mezzapelle e Umberto Miglio ai microfoni di Radio 6023

Anche all’Università degli Studi del Piemonte Orientale ci sono progetti di ricerca importanti. Uno di questi è quello portato avanti dalla dott.ssa Rosanna Mezzapelle e dal dott. Umberto Miglio, che stanno portando avanti uno studio sul mesotelioma e un nuovo modo per contrastare questo terribile tumore. I due ospiti hanno chiarito alcuni punti interrogativi su questo argomento e spiegato la loro ricerca.

Che cos’è il mesotelioma e quando si verifica?

«Il mesotelioma è, come dice la parola stessa, – spiega la dottoressa Mezzapelle – un tumore che deriva dalle cellule del mesotelio, che possiamo immaginare come una membrana situata in alcuni organi interni come i polmoni. Il più diffuso tra questi, infatti, è il mesotelioma pleurico, che ha un’alta incidenza a Casale in quanto il principale responsabile della sua insorgenza è data dall’esposizione alle fibre dell’amianto».

Come si manifesta il mesotelioma?

«Il primo sintomo è semplicemente un affaticamento respiratorio – continua la dott.ssa Mezzapelle – che potrebbe essere confuso con una sintomatologia tipica di altre patologie, ma successivamente facendo delle lastre e degli esami approfonditi, esce allo scoperto».

«Il non essere così facilmente riconoscibile a un primo esame è anche uno dei motivi per cui la diagnosi viene sempre fatta in fase tardiva: questo va infatti a incidere anche sulla sopravvivenza del malato» precisa il dottor Miglio.

Che terapie ci sono in questo momento?

«Le terapie attualmente sono due e si basano su due farmaci che possono essere dati sia singolarmente che in coppia, uno di essi è a base di platino e l’altro si chiama Apemetrexed che vanno fondamentalmente ad agire impedendo alla cellula tumorale di replicarsi» continua il dott. Miglio.

Queste terapie danno un’aspettativa di vita di quanto?

Subito risponde la dottoressa Mezzapelle: «La speranza di vita di queste persone non va oltre di più che i 12 mesi, quindi chi si ammala di questo tumore è praticamente sicuro di non riuscire a sopravvivere»

Il mesotelioma è una delle malattie più terribili che si possano contrarre. La zona di Casale ne sa qualcosa perchè

eternit

Il picco della strage eternit è prevista per il 2020

questo tipo di tumore sta decimando la comunità con importanti conseguenze anche a carico delle generazioni successive, in quanto il picco di decessi sembra dover essere previsto per il 2020.

Ma qual’è l’incidenza mondiale?

«E’ un’incidenza troppo bassa perchè le case farmaceutiche se ne occupino, ma questa sta aumentando rendendo il mesotelioma non è più una patologia avara: infatti ha raggiunto l’incidenza di un caso su 100 000 abitanti. Nelle zone di Casale ha raggiunto i 53 casi su 40 mila abitanti circa per gli uomini e 33 per le donne, numeri molto alti» conclude la dott.ssa Mezzapelle.

Ma parliamo ora del vostro progetto di ricerca: in cosa consiste?

«Il progetto, iniziato con l’arrivo di Rosanna, si è concentrato sulla possibilità di poter eventualmente in futuro somministrare ai pazienti affetti da mesotelioma dei farmaci alternativi alle terapie che che appunto già ricevono. – spiega il dott. Miglio – Siccome il meotelioma ha comunque un’origine epiteliale abbiamo supposto di poter dare ai pazienti gli stessi farmaci che vengono utilizzati per i malati di tumore al polmone, per esempio. Questi farmaci vanno anche loro ad agire in modo un pò diverso ma agiscono sempre sulla proliferazione cellullare inibendo quindi il mesotelioma».

«La differenza con i chemioterapici attualmente utilizzati è che questi sono dei farmaci cosìdetti molecolari dei così detti target therapy che vanno appunto ad inibire un  preciso bersaglio molecolare all’interno della cellula» precisa la dott.ssa Mezzapelle.

Questa possibilità è ancora in fase di sperimentazione, anzi è ancora allo stadio precedente alla sperimentazione. Come state procedendo?

mesotelioma

La ricerca per combattere il mesotelioma continua

«Nella parte tecnica andiamo a valutare se ci sono delle mutazioni a carico di determinati geni che potrebbero compromettere o in altri casi essere vantaggiosi per la terapia; - spiega il dott. Miglio - stiamo procedendo lentamente perchè i geni da analizzare sono comunque parecchi e essendo comunque lavoro scientifico anche nell’ottica di una pubblicazione la casistica deve essere ampia per cui con calma stiamo raggiungendo i nostri risultati e speriamo di trovare qualche indicazione o qualche mutazione che possa indicare che quei pazienti affetti da mesotelioma possono essere o meno  suscettibili di questa terapia».

La ricerca non si ferma e continua anche oltre oceano. La dottoressa Mezzapelle, infatti, andrà alle Hawaii, dove si trova un centro importante di ricerca sul mesotelioma: «A Honolulu c’è un centro di ricerca diretto da uno dei maggiori esperti sul mesotelioma pleurico che è il professor Michele Carbone – racconta  la dott.ssa Rosanna Mezzapelle –  e c’è l’opportunità di lavorare in questo centro: servirà come esperienza personale ma anche per ampliare le conoscenze sul mesotelioma».